20/03/2024
L’Australia è stato uno dei primi paesi dove l’attacco della multinazionale Californiana al settore taxi, con regolare licenza, ha creato danni irreversibili.
Nel 2012 i colleghi australiani intrapresero una class action contro l’app Uber pop che dispacciava corse a soggetti non autorizzati. Se leggete bene lo dice anche l’articolo.
La sentenza di risarcimento, dopo tanti anni, è finalmente arrivata.
Ci chiediamo se circa 20 mila euro (i dollari australiani valgono meno) possono bastare a risarcire il danno procurato e che continua ad arrecare ? Uber in Australia è in continua espansione.
Basti pensare che nel distretto di Sidney Uber ha in app 10 tipologie di servizio compreso i Pulman ma non i taxi regolari.
Ai colleghi italiani smemorati ricordiamo che nel 2014 un gruppo di valorosi tassisti, coadiuvati da alcune (ahinoi poche) strutture sindacali e radio taxi, intrapresero una causa per concorrenza sleale proprio contro Uber pop che già operava in alcune città Italiane.
Fortunatamente i tribunali di Milano e Torino misero fuori legge l’app che dispacciava corse a chi non aveva licenze o autorizzazioni.
Per molti colleghi sarà come sbirciare dal buco della serratura il prossimo inevitabile futuro se continueremo a iniettarci l'eroina delle multinazionali nelle vene...