27/05/2026
Tre anni fa ci lasciava Roberto Cicciomessere.
Molti giovani italiani non hanno idea di quanto gli debbano.
Radicale, antimilitarista, protagonista delle grandi battaglie civili italiane.
Nel 1972 diede fuoco alla cartolina precetto e finì in carcere per la sua obiezione di coscienza al servizio militare.
Quella scelta contribuì a cambiare la storia dei diritti nel nostro Paese, a rendere non più obbligatoria la leva per milioni di ragazzi, a porre il tema della militarizzazione delle coscienze.
Tra i fondatori del Partito Radicale, fu artefice delle prime trasmissioni delle sedute integrali dal Parlamento nel nome del diritto all’informazione dei cittadini da cui nacque Radio Radicale.
Rigoroso, intransigente, coraggioso dissacrante, di generosità sconfinata, come senza confini era la sua passione per la politica.
Ci manchi, Roberto, maestro di nonviolenza. A te dobbiamo se questo paese e questo mondo sono un pochino migliori.
Parlare di te, oggi, significa ricordare che ogni diritto conquistato nasce da chi ha trovato il coraggio e la forza di reagire alle ingiustizie.
Ci manchi, ogni giorno.