Cabotage et Service Logistique des Abruzzes

Cabotage et Service Logistique des Abruzzes Accompagniamo passeggeri felici come viaggiatori curiosi ma senza farli annoiare..

18/06/2026

La ragazza a sinistra si chiama Francesca. Me l’hanno presentata in Subaru, doveva farmi le foto in pista. È giovanissima, solo 21 anni. È arrivata con una macchina professionale. Chiacchieriamo. Quest’anno si laurea in comunicazione, ma proseguirà con la magistrale. A un certo punto, da qualcuno salta fuori il cognome: Pirovano. Resto lì… Ma come, la figlia di Fabrizio? Urca... A Misano, a dieci anni esatti dalla sua scomparsa, conosco questa ragazza e sembra il destino. Mica facile trattenere l’emozione. Lei è brava ad alleggerire il momento. Le dico: “Sai che in rubrica ho ancora il numero di telefono di papà?”. “Adesso è quello di Michela”, mi risponde. E mi presenta la sorella maggiore, anche lei lì, a lavorare in hospitality. Ha un sorriso che abbaglia. È solare, anche con 35 gradi nell’aria e la fatica di fine giornata. È una lavoratrice, mi dicono. Il Piro, per chi non l’ha conosciuto, era il Toprak degli anni ’90. Matto. Ma uomo vero, di cuore. Il re di Monza: faceva tutto il rettilineo su una ruota, e non ce n’erano altri bravi così. La mamma Silvia, che in foto stringo a me, ha proseguito in questi anni facendo un gran lavoro. E io sono felice di essere stato un po' a contatto con le ragazze del mio pilota preferito. Grazie del vostro tempo ❤️

08/05/2026
18/04/2026

19,8 km di roccia pura scavati a mano, senza GPS, nel 1898.

I due fronti si incontrarono con 20 centimetri di scarto. Senza laser. Senza computer. Con picconi e dinamite.

Siamo nel 1898. L'Italia e la Svizzera decidono di bucare le Alpi sotto il Monte Leone, a 700 metri di profondità. L'obiettivo: collegare Domodossola a Briga, attraversando 19.800 metri di granito puro. Un progetto che nessuno aveva mai tentato a quella scala.

Da un lato scavano gli italiani. Dall'altro gli svizzeri. Nessun modo di coordinarsi in tempo reale. Nessuno strumento di precisione moderno. Solo calcoli a tavolino, bussole, livelle ottiche e una quantità industriale di dinamite.

Per 7 anni e mezzo, 3.000 operai lavorano nei due fronti opposti, al buio, sotto centinaia di metri di montagna. Le condizioni sono estreme: calore, gas, infiltrazioni d'acqua. Per tenere i cunicoli collegati, gli ingegneri progettano 98 gallerie trasversali ogni 200 metri — una griglia sotterranea invisibile che tiene insieme i due lati.

Aspetta. Perché la parte più assurda deve ancora arrivare.

Il 24 febbraio 1905, i due fronti si incontrano. Lo scarto tra le due perforazioni è di 20 centimetri su quasi 20 chilometri. Un errore dell'1 per mille su una distanza che nessuno aveva mai tentato. Senza GPS. Senza computer. Con la matematica, la geometria e la testa.

Il 19 maggio 1906, Vittorio Emanuele III inaugura il Traforo del Sempione davanti al mondo. È il tunnel ferroviario più lungo del pianeta — un record che tiene per 15 anni, fino al 1921, quando la seconda galleria parallela viene completata a 19.823 metri.

Nel 1906, non esisteva ancora il modo di fare questo. Eppure lo fecero.

In breve:
Il Traforo del Sempione (1906) fu il tunnel ferroviario più lungo del mondo: 19,8 km sotto il Monte Leone, tra Domodossola e Briga.
Circa 3.000 operai scavarono dai due lati opposti per 7,5 anni con picconi e dinamite, senza tecnologie moderne.
I due fronti si incontrarono con soli 20 cm di scarto — un errore dell'1 per mille su quasi 20 chilometri.

Indirizzo

Villa Arlini, S. S. 16 Via Nazionale Sud Km 429+ 426
Pineto
64025

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