16/03/2024
Taxi: sindacati, Uber viola sistematicamente norme vigenti
(AGI) - Roma, 16 mar. - "Le parole pronunciate in una recente intervista dal general manager di Uber Italia, trasudano la solita e tradizionale arroganza con la quale i dirigenti e la potente multinazionale californiana, sono abituati a rapportarsi con le norme che regolano il servizio dei paesi nei quali agiscono". È quanto dichiarano in una nota Fit Cisl taxi, Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Satam, Tam, Claai, Unione Artigiani, Unione Tassisti d’Italia, Uritaxi, Fast Confal taxi, Associazione Tutela Legale Taxi ed Ati taxi. E lamentano: "Disprezzo delle norme vigenti, uso improprio dei dati raccolti sui clienti, violazione della loro privacy, sistematica sfruttamento della forza lavoro e non rispetto dei diritti degli operatori, pressioni indebite e costante opera di lobbismo con finanziamenti e appoggi di varia natura verso il mondo dei media e della politica, al fine di creare un clima negativo sui tradizionali operatori del mondo taxi, spingendo così le istituzioni ad un cambio di regole a favore degli interessi della multinazionale californiana, sono solo alcuni esempi della lunga lista di scandali emersi su Uber". (AGI)
(AGI) - Roma, 16 mar. - "Non ci sarebbe quindi da stupirsi - continua la nota - se tra qualche anno, come già svelato dall’inchiesta indipendente Uber files, fatta dal quotidiano The Guardian, si scoprisse che dietro alla costante campagna di denigrazione orchestrata nel nostro Paese contro il mondo Taxi, passato in modo sistematico ai raggi X, cosa mai avvenuta per nessun’altra categoria di lavoratori, ci sia proprio la potente multinazionale americana. Affermare dunque che Uber - proseguono i sindacati - rispetta le regole avendo la contestuale consapevolezza che ciò non avviene, poiché si giustifica nella stessa intervista da parte di Pireddu, la costante sosta su strada dei vettori del noleggio, cosa proibita dalle norme vigenti, conferma pienamente il nostro giudizio, relativo al costante disprezzo da parte di questi signori delle leggi vigenti". E proseguono: "L’unico vero e reale timore che hanno i dirigenti di Uber Italia è che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dopo cinque anni d’attesa, possa finalmente rendere esecutive quelle norme concepite per contrastare gli ampi fenomeni di abusivismo presenti nel settore, in particolare con l’introduzione di strumenti di controllo elettronico, legati alla tanto decanta innovazione tecnologica".
Regole indispensabili - conclude la nota - poiché se si vuole continuare a far svolgere ai taxi anche la funzione sociale che da sempre hanno verso una fascia d’utenza considerata debole, composta soprattutto da anziani e persone con disabilità, escludendoli contestualmente dalle aree di domanda più remunerative, questo servizio come già avvenuto in altri paesi, non potrà continuare a esistere e tutto sarà affidato agli algoritmi e ai moltiplicatori tariffari, di proprietà di grandi gruppi multinazionali". (AGI)